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BREME
Breme è un ridente paesino della bassa Lomellina, posto alla confluenza tra Po e
Sesia. Se le dimensioni attuali sono decisamente ridotte (meno di 1000 abitanti),
Breme vanta
però un illustre passato. Infatti nel 906 il Marchese d'lvrea, Adalberto, vi fondò l'Abbazia
di San Pietro, una delle più potenti abbazie benedettine dell'Italia del Nord, le cui
vicende, intrise di santità ed intrighi politici ci sono stati tramandati dalla Cronaca
Novalicense, scritta a partire dal 1050 da un monaco anonimo. Per secoli Breme fu un centro di vita civile
e religiosa ma dal 1306, quando venne assediata dalle milizie di Galeazzo Visconti, fu trasformata in un presidio
militare, segnando l'inizio della lenta decadenza dell'abbazia. Nel 1542 i monaci benedettini si trasferirono nell'abbazia di
S.Alberto di Butrio e al loro posto si insediarono gli Olivetani, a cui dobbiamo la costruzione dell'edificio dell'attuale abbazia
e dell'artistico campanile, avvenuta alla metà del XVI secolo. Il monastero venne poi radicalmente restaurato intorno al 1650,
dopo la distruzione della fortezza costruita dagli Spagnoli e lungamente contesa nel corso della Guerra dei Trent'Anni.
Oltre all'abbazia con l'antica cripta medievale, merita una visita tutto l'antico centro storico con le minuscole vie che si
sviluppano attorno alla chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta (XI-Xll
secolo) ed all'antico battistero romanico (XI secolo). Oggi Breme è essenzialmente un paese agricolo, la cui
vocazione orticola sta sempre più lasciando il posto alla coltivazione estesa del riso
e del mais. Il prodotto tipico locale, la cipolla rossa, viene "celebrato" tutti gli anni durante la
Sagra della Cipolla, che si tiene nella prima metà di giugno, in
corrispondenza con la festa patronale. Ma non di sola agricoltura vive Breme
che è anche sede di diversi laboratori artigianali; per questo, ogni anno in marzo, si organizza una Mostra
dell'Artigianato, Commercio ed Agricoltura, che accoglie visitatori da tutto il nord Italia.
CILAVEGNA
Cilavegna è una moderna cittadina con importanti insediamenti
di industrie meccaniche, tessili e calzaturiere, che non hanno però cancellato
l'amore per le tradizioni e per la coltivazione scandita dai ritmi di una natura ancora tanto presente in
Lomellina, che si ritrova tutto nella produzione dell'asparago, un ortaggio semplice
e nobile che ha trovato nel terreno sabbioso di Cilavegna la dimora ideale per una produzione unica per pregio
e qualità. L'asparago di Cilavegna si distingue da più di cinquecento anni, per la sua tenerezza
e per il sapore delicato e raffinato.
Ogni anno, nella seconda domenica di maggio, il gustoso
ortaggio viene riproposto ai visitatori, durante la sagra dell'Asparago, che, da oltre trent'anni, offre al turista
solleticazioni gastronomiche e folcloristiche. Carri allegorici e sfilate in costume, la Mostra Mercato dell'Asparago DOC, la grande frittata in piazza ed il
Palio dei Maiali, fra le quattro contrade del Dosso, del Castello, di Oropa e
di Sant'Antonio, sono i momenti più caratteristici della manifestazione. Ma le gioiose
e colorate attrazioni della sagra lasciano anche lo spazio ad una passeggiata alla scoperta di
incantevoli scorci dal sapore semplice ed austero, ma non privo di gusto artistico. Da visitare,
l'imponente parrocchiale barocca dedicata ai SS. Pietro e Paolo, la chiesetta di San Martino con
i suoi affreschi della Vergine risalenti al cinquecento ed il delizioso santuario di Sant'Anna, immerso nel verde della campagna,
costruito nel seicento e meta della devozione delle future mamme.
Altre
località...
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