Home Page > Province > Pavia > La Lomellina pavese > Da Mortara a Breme Domenica, 14 Marzo 2010 
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Da Mortara a Breme

Mortara offre al visitatore interessanti monumenti ed opere d'arte, quali il  gotico duomo di San Lorenzo, la chiesa di Santa Croce, chiesa madre dell'ordine monastico Mortariense e l'antica abbazia di Sant' Albino, sorta sul luogo della leggendaria battaglia fra Franchi e Longobardi. Ma, al turista attento alla buona cucina, non possono sfuggire i rarissimi e squisiti piatti tipici di Mortara, unici in Italia: salami, paté e prosciutti d'oca, una prelibatezza cui viene dedicata ogni anno una delle più caratteristiche sagre tradizionali della Lombardia. 
Una strada provinciale, che si snoda tortuosa fra risaie e campi di mais, ci conduce ad Olevano di Lomellina. Entriamo nel borgo, ricordato dagli storici fin dal medioevo, da un arco annesso alla settecentesca chiesa parrocchiale e, oltre al possente castello medioevale, possiamo visitare il Museo di Arte e Tradizione Contadina, nato con l'intento di diffondere e conservare la memoria della vita contadina nelle campagne lomelline fra l'Ottocento ed il Novecento.
Pochi chilometri ci portano a Castello d'Agogna, un comune che ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo urbanistico e che presenta così due volti, uno moderno e l'altro tipicamente rurale, dove sorge il castello costruito nel XII secolo.
Riprendiamo la strada statale per Vercelli. La strada tocca i centri di Ceretto e Sant'Angelo, ma nessun indizio lascia pensare che stiamo percorrendo, a ritroso, un tragitto molto antico: l'attuale strada infatti corre parallela al tratto lomellino della Via Francigena, la strada che i pellegrini diretti a Roma, e per questo chiamati "romei", facevano a piedi dall'Inghilterra e dalla Francia settentrionale per raggiungere la capitale della cristianitò e ottenere l'indulgenza.
Robbio, l'industriosa cittadina ai confini con il territorio di Vercelli, a cui rimane legata per storia e tradizione, era nel medioevo importante stazione di sosta e ricovero dei viandanti. Conserva chiese romaniche quali S. Pietro e S. Valeriano, oltre ad altre belle chiese dei secoli successivi ed all'antico castello che sorge accanto ad un intero quartiere dall'aspetto tipicamente medievale, ricostruito, però, agli inizi del Novecento.
La strada per Vercelli ci porta a Palestro, l'ultimo centro lombardo prima del territorio piemontese. Domina l'abitato, da una piccola altura, l'Ossario, monumento e sepolcro dei caduti nella famosa battaglia svoltasi tra il 30 ed il 31 maggio del 1859, che vide i Franco-Piemontesi vittoriosi sugli Austriaci.

La visita continua ...

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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