Home Page > Province > Pavia > La città di Vigevano Venerdi, 3 Settembre 2010 
 LETTURA
 in moto
 giorni della memoria
 a tavola
 avvenimenti
 vita in Lombardia
 momenti storici
 viaggi e scoperte
 ambiente
 arte
 interviste
 personaggi
 non solo Lombardia
 editoriali
 leggende e miti
 ENOGASTRONOMIA
 diVino lombardo
 produttori diVini
 consorzi vitivinicoli
 chiacchiere e ...
 FORMAZIONE
 SALUTE E BENESSERE
 terme
 fonti
 MUSICA E LOCALI
 recensioni
 locali
 LOMBARDIA
 cenni storici
 fiumi e Laghi
 diamo i numeri
 PROVINCE LOMBARDE
 STRUTTURE
 SERVIZI UTILI
 INTERATTIVO
 mailing list
 AZIENDE LOMBARDE
 VARIE
 RICERCA AVANZATA
La città di Vigevano

Veduta aerea di piazza Ducale e del Castello

Vigevano, città industriale della Lomellina settentrionale, sorge sul primo terrazzo occidentale della valle del Ticino, lungo una delle vie più frequentate che collegano il Piemonte alla Lombardia. Isolata nel paesaggio, appare quasi perduta entro la piattezza dei campi; penetrando al suo interno, ritagliata nel corpo dell'abitato, rivela improvvisa la bellezza di una grande piazza della fine del' 400.
Per chi arrivi da fuori - scrive Guido Piovene - sembra che essa "sorga dal paesaggio rustico dopo una corsa lungo i canali di irrigazione; ogni volta provoca un senso di scoperta e meraviglia". Poco nota, forse ideata da Bramante, è sicuramente tra le piazze più belle e ignorate del Rinascimento italiano; con gli edifici adiacen ti del Duomo e del Castello, un tempo dimora principesca dei Visconti e degli Sforza, costituisce un complesso unitario di rilevanza eccezionale, dominante sul resto della città.
Il Rinascimento ha dunque strutturato la città definitivamente, senza modificarla in modo diffuso, ma creando un insieme di spazi e architetture che staccano dall'intorno sia per le dimensioni che per il loro carattere colto. Più di altri centri, Vigevano è imperniata intorno a pochi fatti decisivi, emergenti, riassuntivi del carattere della città, mentre l'abitato ha conservato a lungo il carattere di una borgata rurale, costruita fittamente su un impianto circolare intersecato da strade radiali.
Ma a questa struttura differenziata, si è sovrapposto nella seconda metà dell'800 lo sviluppo improvviso della città industriale, che ha fatto di Vigevano il più importante centro italiano di produzione delle scarpe.
Perché Vigevano, scrive ancora Piovene nel Viaggio in Italia, non è solo città d'arte, ma anche "regno dei calzolai, uno dei casi di americanismo in Italia".
La popolazione passa dai 17000 abitanti del 1861 ai 65000 attuali. Ma la trasformazione più drastica, profonda, è degli ultimi 30-40 anni: alla città storica si sovraimpongono un'altra città, un'altra popolazione, un'altra vita, radicalmente diverse. Non è possibile intendere i monumenti, o la parte antica del centro, senza intendere questa vita nuova e il senso che attribuisce ai luoghi della città.
La violenza del mutamento è raccontata nei romanzi di Lucio Mastronardi, lo scrittore più importante della Vigevano contemporanea. La città che Mastronardi descrive è quella della frenesia dello sviluppo, prima e dopo l'ultima guerra: una società perduta nel mito del denaro e della produzione, dominata dal feticcio della scarpa, percorsa da sconvolgimenti profondi, segnata da ascese improvvise e irrimediabili emarginazioni.
Questa quotidianità della provincia, apparentemente insignificante ma carica di drammi, si dipana entro una città dal volto dimesso, anonimo, senza sfondi, tarlata dal degrado delle parti antiche e involgarita dall'esibizione di lusso degli edifici nuovi. Unico, grande sfondo, carico di dignità e di cultura, rimane la piazza, scena fissa su cui seguita a svolgersi la rappresentazione della vita cittadina, unico, autentico elemento di continuità delle vicende urbane.

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
 Stampa questa pagina  Invia questa pagina ad un amico
 
 
Lombardia in Rete è una pubblicazione on line - © - Tutti i diritti riservati
Direttore:
- - Project Leader Advertising: