|
Veduta della piazza e della torre del
Castello
La visita inizia dalla grande piazza porticata, tra i maggiori esempi del
Rinascimento italiano e centro della vita cittadina, costruita nel 1492-94 da
Ludovico il Moro come atrio del Castello.
Sul lato est è chiusa dalla facciata concava del Duomo,
sovrappostagli nel 1680-84 dal vescovo Juan Caramuel de Lobkowitz. L'interno
conserva i caratteri rinascimentali malgrado le
sovrapposizioni barocche e ottocentesche, e del '500 sono i dipinti più
importanti: tra essi, al 2° altare della navata sinistro, un polittico con
Madonna, Pietà e santi, attribuito a Bernardino Ferrari (1534), ma per una parte
forse del suo maestro Gaudenzio Ferrari; nella cappella del transetto destro,
detta di S. Carlo o del SS. Sacramento, un trittico di scuola lombarda del primo
'500 con S. Agostino, S. Ambrogio che lo battezza e i Ss. Monica e Cristoforo
(parete destra), e una tavola attribuita a Macrino d'Alba, datata 1502 (parete
sinistra).
Il Museo del Tesoro, che ha sede nei locali sopra la sagrestia, è
costituito principalmente dalle donazioni effettuate dal duca Francesco Il
Sforza nel 1530, in occasione dell'istituzione della diocesi; comprende, tra
l'altro, un modello del Duomo secondo il progetto di Antonio da Lonate
(1532?); codici e libri miniati; oggetti liturgici e di oreficeria, tra cui una
Pace in argento dorato attribuita alla cerchia di Benvenuto Cellini (1530
c.); una serie di arazzi in parte fiamminghi e in parte della locale manifattura
dei Trivulzio (XVI sec.).
Per il Castello, di proprietà demaniale, è allo studio un progetto
di riutilizzo come museo e centro culturale; si può accedere al cortile entrando
dalla piazza (attraverso la scalinata sotto la torre) o dal Carrobbio
(attraverso la porta detta delle
Stallere, ricostruita nel 1880 in forme gotiche dal col. Lodovico
Inverardi).
La visita continua ...
|